Direttore Valter Vecellio. 1 year 34 weeks ago
Guido Biancardi

All’indomani delle Regionali: “Blade Runner” all’italiana

Originali e loro “replicanti”, androidi identici agli esseri umani tranne che per la loro “durata”(!?), (data per scontata per prodotti artificiali così sofisticati, piuttosto che programmata come tale per ragioni di sicurezza) limitata della loro esistenza. Il Blade Runner di Ridley Scott (1982) risulta non solo fantasticamente attuale, ma quasi indispensabile per dare della situazione prospettica italiana una visione riconoscibile pur nella cruda artificiale luce fredda che la illumina sotto l'incessante, crescente pioggia che costituisce il sigillo di un ambiente irreparabilmente degradato, al punto che lo spazio ne costituisce ormai il sostituto necessario. Per poter operare in esso sono stati concepiti i replicanti dotati di poteri sovrumani. E sulla terra devastata viene costituita una nuova polizia che difenda l'umanità dal suo più pericoloso ”prodotto”. Era un preannunzio in fiction.

La Blade Runner italiana non necessita, per il momento infatti, che dell'identificazione dei suoi personaggi originali nelle loro vesti e sembianze attuali. Et, voilà: Il big manager della international-galactic company italica, nella rinata sua eccellenza mondiale (per ora) di veicoli “stellari“ (Ferrari in testa, ma Maserati, Lamborghini e conservati nello spirito del marchio, Alfa Romeo e Lancia, e…), Marchionne?; se dobbiamo giudicare dall'omaggio riservatogli in visita prioritaria dal nuovo Matteo evangelista, il Renzi, dovremmo aver centrato il bersaglio mobile. Potrebbe creare una linea pcyber meccanica di replicanti, dal nulla in un Aman. E' Lui (sono Loro)!

Matteo è l'Harrison Ford-Deckard (sommato inscindibilmente al tenente degli origami); il Capitano non si sa davvero chi possa essere. Ma uscirà prima o poi un leak, al riguardo.

Ma la folla dei protagonisti sollecita riconoscimenti anche sotto spoglie impensabili; sono solo da scegliere le replicanti tanto fascinose e irresistibili, angeli/schiave “del sollievo”: le “dannate”, l'acrobatica Pris e la pitonessa Zora (Boschi e Madia? dopo Biancofiore e Brambilla?) e l'angelica annunziata, dalla concezione immacolata (la-senza-data-di-scadenza Rachel-Carfagna). E i mutanti maschi? La fine di Leon-Letta è già storia conclusa. 

E il Roy Batty-Rutger Hauer? Dell'iperpotente, e commuovente gigante a capo della rivolta dei replicanti, nata nello spazio dal richiamo angoscioso della loro fine già decretata ed inscritta ma ignota e senza certezza del boia assegnato, il solo consapevole di un destino di diluizione/deformazione/cancellazione nel tempo (“come lacrime nella pioggia”), lo riconosco in Marco Pannella, nonviolentemente a rifiutare la vendetta “a portata di mano” ed a chiedere solo il riconoscimento di un tesoro ignoto, ancora, all'umanità. Mi illudo, sconfino nella fantasia, per distorsione affettiva e sordita improvvisa intellettuale? Per amore, ma soprattutto per omaggio all'unica, pur se molteplice, verità di una vita.

Ma, a conferma che il test dei riconoscimenti non fallisce, ecco i protagonisti minori da inquadrare. Lo scienziato progettista dalla precoce senescenza, in terrificata attesa del marasma anticipato. Chi lo interpreta fra noi? Molti sono i candidati, e non c'è che l'imbarazzo della scelta fra “i creatori” di moda più che di robot di cui l'Italia è generosa progenitrice. Ma le sue Creazioni ludiche, i suoi giocattoli, piccoli-amici che accolgono la Pris/clochard nella sua moderna caverna-attico, sono ben noti, un famoso “le-petit” (come il Napoleone ma con elmo prussiano-Bismarkiano e taglia originale similCraxiana, certo un BerlusconiBrunetta?). Ed ecco un'altra eccelsa, perfetta, miniaturizzazione, ma, in ossequio alle quote rosa, doverosamente al femminile, pur se come libertà letteraria; “mignon”, quindi nel caso, come la Serracchiani. Meglio sospendere il divertissement misticheggiante prima che si faccia strumento di sarcasmo indecente.

Ma, ripeto, tutto ciò che viene spacciato per novità sperimentale è già stato annunziato; e, forse già consumato, in nuce almeno.

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