Direttore Valter Vecellio. 1 year 7 weeks ago
Riccardo Magi

Idee (e referendum) radicali per non perdere di vista la "vacca" a Roma

Al direttore - "Onestà!" gridano i Cinque Stelle puntando il dito contro i corrotti. "Onestà!" risponde il sindaco Marino, rivendicando la propria integrità morale. Un ritornello che unisce chi, da parti opposte, sceglie il terreno dell'antipolitica come rifugio sicuro da questo rinnovato clima da 1992. Appellarsi a un principio morale - l'onestà - invece che al diritto - cioè alla legalità - è una scelta significativa, che spalanca le porte alla demagogia. Probabilmente ha ragione chi crede che la buona fede e le buone intenzioni di cambiamento del sindaco Marino non bastino, che insomma il commissariamento sia ormai inevitabile. Da Radicali la riterremmo in ogni caso una sconfitta della politica. Ci affideremmo a un commissario prefettizio e ancora un volta delegheremmo fideisticamente le aspirazioni al cambiamento ai pm e a un processo giunto neppure alla fase dei rinvii a giudizio. Con il rischio che lo scandalo su Roma Capitale allontani l'attenzione da altre più gravi questioni che hanno portato Regione e Comune a una situazione di cronico default economico-finanziario. Questioni che, come Radicali, solleviamo da anni: dalla badcompany della gestione commissariale usata nel 2008 per far sparire senza alcuna responsabilità il debito storico del comune, alla inefficacia dei controlli interni; fino al crac delle municipalizzate, la vera vacca da mungere: usate dai partiti come bancomat e fabbriche di clientele con la complicità dei sindacati che opponendosi a qualsiasi efficientamento alimentano enormi sprechi di risorse pubbliche e infliggono ai cittadini trasporti e gestione dei rifiuti da Terzo mondo. Atac, tra le aziende di trasporto pubblico più grandi in Europa, è fallita e non ha alcuna possibilità di risanarsi e investire per il miglioramento del servizio e uno dei motivi è il rapporto perverso che mantiene con l'amministrazione capitolina. Ma chi parla di messa a gara del trasporto pubblico, in Campidoglio, è visto come un folle. Roma è la sola la capitale europea dove gli spostamenti con i mezzi pubblici raggiungono a stento il 30 per cento, mentre negli altri paesi la media supera il 50 per cento. Eppure governo, comune e regione continuano a buttare denaro pubblico nella fossa della Metro C, come se fossero i quattrini il problema di quest'opera sfigurata dalle varianti e già sotto la lente di Procura, Corte dei Conti e Anac. Si attenderà anche in questo caso l'intervento della magistratura? Stretta tra fallimento della via giudiziaria alla legalità, ben illustrato dal direttore ieri.

Su queste pagine, e il feticcio dell'onestà, la politica è chiamata a ritrovare il proprio ruolo. A cominciare dalla selezione della classe dirigente, che non si migliora con le primarie, né con le leggi Severino o i regolamenti delle commissioni antimafia bensì, principalmente, con la legge elettorale. E quella basata sulle preferenze con cui si eleggono i consigli comunali e regionali è quella che più si adatta ad alimentare clientele e collusioni. Anziché auspicare fallimentari inasprimenti delle pene, il governo dovrebbe aprire una riflessione su questo punto, come sul sistema dei controlli amministrativi interni alla PA e sulle grandi opere. Al sindaco Marino, invece, chiediamo di presentarsi in Aula Giulio Cesare con una relazione politica sul malfunzionamento di quei controlli interni e di descrivere pochi punti di riforma e di reale rottura che intende perseguire. A partire dai settori di azione che sono al centro dell'inchiesta (campi rom, centri accoglienza per rifugiati), sui quali sono possibili riforme immediate come quelle che nei prossimi giorni presenteremo come Radicali con due delibere di iniziativa popolare. La storia ci insegna che soprattutto in questi momenti di paralisi le riforme si possono realizzare riappassionando i cittadini al dibattito pubblico su problemi centrali.

L'autore e presidente di Radicali Italiani e consigliere comunale a Roma

(da Il Foglio)

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