Direttore Valter Vecellio. 3 days 17 hours ago
Roberto Deriu

Discorso sul Pd sardo

Addio al bipolarismo

Lo schema bipolare è saltato. Viviamo dentro una fase di tripolarismo, che inutilmente si tenta di riportare allo schema precedente attraverso raffigurazioni posticce come quella che prova a far risorgere la formula dicotomica, magari tra "regolari" e "irregolari".

Non è più possibile oggi distinguere nettamente tra Polo conservatore e Polo progressista, mescolati come sono e dispersi gli interessi, i valori, le identità, le classi sociali, le categorie ideali e culturali.

L'età postmoderna nella quale viviamo si caratterizza infatti per il passaggio da una società, una cultura, una civiltà dei fondamenti ad una società, una cultura, una civiltà dei frammenti.
 

Vivere tra i frammenti

Vivere tra i frammenti impone una difficoltà supplementare nella decifrazione, nell'interpretazione dei fenomeni sociali e della loro proiezione nella realtà politica.

Le organizzazioni politiche sono affette da una presenza caduca ed effimera e sono spinte ad una continua rigenerazione, non solo più formale e di immagine, ma ormai anche negli aspetti identitari e nei linguaggi.
 

La Sardegna

La società sarda, inserita nella temperie culturale globale e nella specifica vicenda politica italiana, presenta ulteriori elementi che la distinguono e la distanziano dal modello generale. Non è solo la presenza di un'area culturale di derivazione sardista ad allontanare il panorama politico sardo da una perfetta identificabilità con le culture politiche italiane. Concorrono ad arricchire l'offerta politica in Sardegna anche sperimentazioni originali frutto della elaborazione culturale locale e della scomposizione delle forze tradizionali soprattutto nel vecchio campo progressista. Fazioni perdenti, nuove generazioni respinte dalle élite dominanti, intellettuali inascoltati portatori di nuova sensibilità d'avanguardia, sono tutti soggetti capaci di dare vita ad organizzazioni elettorali e anche a veri e propri partiti.
 

Il pericolo per il Pd

In tale quadro frammentario e convulso, il Pd si esercita nel tentativo di essere forza centripeta e aggregante, grazie alla propria massa elettorale, diffusione territoriale, cultura organizzativa. L'Italicum è frutto di quella prospettiva: si immagina un Pd vincente perché centrale, dominante in quanto prevalente, "partito di maggioranza relativa" come lo fu la Dc. Ma rispetto alla centralità democristiana che fu la costante della prima repubblica, il Pd non può contare né sull'immutabilità del quadro internazionale, nè sulla conseguente capacità aggregativa, sul "potere coalizionale". Viceversa, il Pd tende all'isolamento, a farsi accerchiare; indebolisce i partner e rafforza la tendenza di tutti gli avversari ad unirsi (soprattutto nei ballottaggi) contro di esso.

Si preannuncia un sistema nel quale sono paradossalmente le "forze antisistema" a promuovere un'inedita conventio ad escludendum, proprio ai danni del Pd.

Per queste ragioni è improbabile che possa avere successo una strategia basata su un irrigidimento della struttura organizzativa del Pd, magari accompagnata da azioni tendenti alla dilatazione quantitativa e numerica del partito attraverso il reclutamento di quadri dirigenti di altre tradizioni le organizzazioni.
 

Il partito liquido

Nella cornice di un panorama politico di frammenti non ha rilievo l'essere il maggiore di tali frammenti, ma semmai essere il collante della frantumata ed eterogenea congerie di forze politiche e dinamiche sociali che compongono ed animano lo scenario, sino a determinare una coalizione realmente maggioritaria.

In questo senso un partito liquefatto: a divenire colla del sistema, e quindi adeguato strumento di aggregazione delle disperse esperienze culturali e politiche in campo.

È una strategia che necessita non di una smobilitazione del Partito, ma di una sua elasticizzazione, non solo (e verrebbe da dire non tanto) nella sua struttura interna, ma anche (soprattutto) nelle sue modalità di relazione con le altre forze politiche e con la società.

Divenire la rete che riconnetta la frammentaria e dispersa esperienza progressista attraverso la nuova declinazione dei principi democratici nell'età contemporanea, questa la sfida che attende il Pd e che solo il Pd può credibilmente raccogliere e vincere, a patto di progettare e realizzare un'adeguata strategia di contrasto dei pericoli e ridefinizione delle proprie modalità operative.

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