Direttore Valter Vecellio. 1 year 39 weeks ago
Valeria Centorame

Garante dei detenuti Lazio: bisogna intervenga “Chi l’ha visto”!

Qualche tempo dopo che un errore è scomparso, gli uomini non sanno più capacitarsi di come abbia potuto essere preso sul serio. Claude-Adrien Helvétius, Dell’uomo, 1772 (postumo).

In un paese dove la politica si fa nei talk show, con proclami e populismo becero,  dove l’attenzione di molti italiani è rapita dai vari reality più o meno fantasiosi, in un paese dove è meglio non sapere, continua da anni nel silenzio criminale più assordante, quello della politica,  una mattanza di uomini, donne e bambini in carceri che lo stesso Napolitano definì lager.

Continua una violazione atroce, nonostante i richiami della Cedu, dell’Onu, nonostante le condanne che il nostro stato ha subito in violazione all’art.3, continua nonostante i buoni propositi del politico di turno, continua nonostante siano scesi i numeri del sovraffollamento, continua nonostante le denunce poche e sempre spesso radicali,  continua purtroppo una violazione atroce comminata dallo stesso Stato, ai più elementari diritti umani, quello alla salute ed alla vita delle persone sottoposte a privazione della libertà, sia innocenti che colpevoli.

Mentre da una parte ci si scaglia contro il pensiero di chi, giustamente a mio avviso, vorrebbe vedere approvata una legge sul fine vita, e ci si è scagliati contro il doveroso diritto all’aborto, dall’altro si “permette” senza scandali,  che grazie all’assenza di tutele si possa morire una volta varcata la soglia dei nostri istituti di pena. Tutto ciò come rilevato da un indagine degli esperti Società italiana di Medicina e sanità penitenziaria, che rileva che nelle nostre carceri 2 su 3 sono malati e che l’epatite colpisce 1 detenuto su tre grazie alle precarie, per usare un eufemismo,  condizioni sanitarie delle carceri.

La popolazione detenuta in Italia  è cresciuta negli ultimi dieci anni dell'80% - ricordano i medici penitenziari - La maggior parte delle carceri ha dei tratti comuni: bagno e cucina nello stesso locale, cambio di lenzuola ogni 15 giorni, bagno alla turca o water separati e non sempre,  gli uni dagli altri da un muretto alto appena un metro, strutture fatiscenti. Il personale  insufficiente, gli assistenti sociali sempre meno del necessario e l'assistenza sanitaria, come si può facilmente intuire da questo quadro, può risultare spesso di pessima qualità. 

Nel frattempo, in un quadro del genere, Da MESI è vacante la figura del nuovo Garante dei detenuti della Regione Lazio (figura istituita con legge regionale 31 del 6 ottobre del 2003), addirittura sul sito della stessa Regione, oggi  è ancora riportato il nome di Angiolo Marroni, garante in carica da 11 anni e decaduto dal suo incarico ben cinque mesi fa. Un avviso pubblicato sul Bollettino ufficiale infatti lo scorso 28 febbraio, vedeva arrivare 15 candidature per ricoprire la carica, entro il termine fissato.  

Dopodichè…IL NULLA!!!

Stessa sorte per l’istituzione del garante dei detenuti della cittadina di Rieti, figura approvata con delibera comunale sul regolamento, addirittura nel maggio 2013, (anche grazie all’interessamento della sottoscritta)proclamato con comunicati stampa…e poi, mai nominato ed inserito nel cassetto del dimenticatoio.

Viene da chiedersi, se in un paese come il nostro, per trovare queste figure “fantasma”, sortisca più effetto una denuncia mediatica a “Chi l’ha visto” ottima trasmissione di reale servizio pubblico, piuttosto che le continue denunce inascoltate ed appelli disperati, mentre in carcere si continua a morire DI carcere!

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