Direttore Valter Vecellio. 1 year 40 weeks ago
Giuseppe Candido

Quando la regola e il diritto non valgono

Zero virgola. È questa la percentuale che tocca ai Radicali. Zero virgola sette, per la precisione, ma che in politica, dice Pannella, equivale a zero. Appunto: zero virgola, si direbbe.

Lo zero virgola di tempo nei telegiornali concesso ai cittadini per poter ascoltare un'iniziativa, che fosse una, delle tante iniziative politiche nazionali, internazionali e trans-nazionali che il partito di Marco Pannella fa. Iniziative di un partito minuscolo ma che, nel passato di questo Paese, quando sono state conosciute dalla gente e rese note ai cittadini hanno trovato larghissime maggioranze ed hanno consentito di raggiungere obiettivi di civiltà e libertà: dall'obiezione di coscienza, al divorzio e all'aborto passando per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e alla responsabilità civile dei magistrati.

Successi referendari e non, di un partito minuscolo ma che ha cambiato il volto del Paese.

Adesso, però, ai cittadini non è più consentito neanche di conoscere ciò che i Radicali dicono e fanno. Possono dire quello che vogliono, per carità, ma possono farlo solo da radio radicale.

Ed è così che si sta operando quel genocidio politico-culturale di cui parlò Gianfranco Storace quando era presidente dell'autorità di garanzia e vigilanza per le comunicazioni, Agcom.

Perché si sa: la gente scegli di votare in base alla televisione e ai telegiornali, considerato che i giornali non li legge più nessuno.

Sono le solite lamentele di Pannella e Radicali perché si fanno pochi iscritti? Niente affatto: tutto è documentato. E il problema, in realtà, non è, oggi, solo dei Radicali, ma il silenzio dell'informazione avvolge e travolge anche altre forze politiche.

Il centro di ascolto per l'informazione radio televisiva è una società che effettua il monitoraggio dei tempi di andata in onda nei telegiornali nazionali, Rai e Mediaset rendendo più che evidente, documentato, quello che Storace chiamò "genocidio politico".

Il Centro di Ascolto è diretto da Gianni Betto che ha inviato ai compagni radicali i dati che si riferiscono ai tempi di parola concessi ai partiti e/o esponenti politici nelle istituzioni, durante i principali telegiornali. Tra gennaio e tutto il mese agosto 2015, nelle reti del servizio pubblico radiotelevisivo, di quarantotto ore e quasi cinque minuti di tempo di parola nei telegiornali alle forze politiche e/o alle istituzioni, nella classifica svetta (in tutte e tre le reti) il Partito Democratico con un totale di ben 9 ore e 52 minuti (20,5%).

Al secondo posto della classifica c'è il governo (ministri e sottosegretari) con 7 ore e 6 minuti circa di tempo di parola, pari al 14,8% del totale. E al terzo posto della classifica indovinate chi c'è?

Il presidente del Consiglio, ovvio: lui solo, ha avuto a disposizione 6 ore, 34 minuti e 51 secondi (13,7%) per parlare al popolo. Per trovare nella classifica il PDL- Forza Italia bisogna arrivare al quarto posto e scoprire che con cinque ore e ventisei minuti, secondo più secondo meno, ha potuto parlare l'11,3% del totale. Segue a ruota il Movimento 5 Stelle che, stante le lamentele, nel periodo giugno-agosto 2015 ha potuto fruire di ben 4 ore e 52 minuti (10,1%) di tempo di parola nei TG della mamma Rai e, nella classifica, precedono di un'ora circa i tempi di parola concessi al Presidente della Repubblica che ha avuto a disposizione 3 ore e nove minuti circa (6,6%) delle totale di 48 ore nei telegiornali Rai. Segue la Lega Nord col 5,2%, ma con Matteo Salvini recupera tempo nelle trasmissioni di approfondimento dove c'è sempre.

E ancora sotto, nella classifica delle possibilità di essere conosciuti dagli italiani: Area popolare (Ncd-Udc) ha avuto a disposizione 2 ore e poco più di 15 minuti (4,7%) ma recupera perché è nel governo; poi i soggetti "Altro" (non meglio specificato nel file condiviso dal Centro di Ascolto) con 2 ore e otto minuti (4,4%), "Sinistra Ecologia e Libertà" con un'ora e 19 minuti (2,8%) cui segue "Fratelli d'Italia" con soli 40 minuti (1,4%) di tempo di parola nei tg Rai da giugno ad agosto. Stessa percentuale tocca al presidente della Camera, di Sel ma che lei da sola, in quanto tale, ha avuto altri 39 minuti e 27 secondi di tempo di parola nei tg su 48 ore totali.

Per trovare Pannella e i Radicali bisogna arrivare al tredicesimo posto della classifica e scoprire che, con 24 minuti e 14 secondi a loro è toccato lo 0,8% del totale dato alle forze politiche e alle istituzioni. Peggio dei Radicali, solo Unione Europea, Scelta Civica, Grandi Autonomie e l'altra Europa con Tsipras.

Insomma, se ai cittadini viene concesso, per poter conoscere un partito e poterlo giudicare, positivamente o negativamente che sia, solo lo zero virgola otto per cento del totale dato alla politica, praticamente diventa impossibile far conoscere qualsiasi cosa.

Dalla disobbedienza civile di Rita Bernardini che continua nel silenzio dei media a regalare cannabis ai malati che anche per lo Stato ne avrebbero diritto, a tutto il resto, diventa impossibile far conoscere qualsiasi cosa. Diventa impossibile far conoscere la lettera di Pennella e del tesoriere del Partito Radicale, Maurzio Turco inviata al Presidente della Repubblica Mattarella per chiedere di far suo il messaggio ancora attuale del Presidente emerito Napolitano relativamente all'urgenza carceraria-giudiziaria. E diventa impossibile far conoscere che non solo per il mondo Arabo dove le migrazioni aumentano per i conflitti e le dittature, ma anche per molti Paesi Occidentali, così detti democratici ma che sopravvivono grazie a una "democrazia reale" un po' come sopravviveva il comunismo reale, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito propone che l'Italia si candidi a presiedere il Consiglio di sicurezza all'ONU con un programma che metta al centro la transizione verso lo Stato di Diritto attraverso l'affermazione del diritto alla conoscenza come diritto umano individuale e dei popoli a poter conoscere le decisioni troppo spesso prese in favore di una ragione di Stato contraria allo Stato di diritto e al bene dei popoli. E non si riesce a far conoscere nemmeno che Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno Tocchi Caino, è stata eletta membro del Consiglio per la Prevenzione della Tortura.

Si potrebbe aggiungere il particolare: oltre ai tempi di parola bisogna vedere quando questo tempo di parola viene concesso: all'una di notte o del pomeriggio? Perché è evidente che non è la stessa cosa parlare al Tg della notte o in quello del pomeriggio, o - ancora - della mattina.

E si potrebbe, lo si ipotizza e forse lo si farà come Radicali, preparare con i dati del Centro di Ascolto un bel memorandum da inviare al Presidente dell'Autorità di Vigilanza per le comunicazioni, Roberto Fico.

Ma se la regola e il diritto non valgono, tutto quanto si riduce comunque allo zero virgola....

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