Direttore Valter Vecellio. 1 year 40 weeks ago
Oreste Bornisacci

“Il bugiardo” di Carlo Goldoni: un incallito mentitore o un simpatico visionario che vuole evadere, fuggire da una squallida quotidianità?

Nel suo “L’autore a chi legge” Carlo Goldoni, ci presenta la genesi del suo "Il bugiardo": “con sincerità svelerò a' miei Leggitori aver il soggetto della presente Commedia tratto in parte da quella di Pietro Cornelio […] servito appena mi sono dell'argomento, seguito ho in qualche parte l'intreccio; ma chi vorrà riscontrarlo, dopo alcune scene che si somigliano, troverà il mio Bugiardo assai diverso […] io per altro ho dato un giro assai più brillante ad una tale Commedia. Ho posto al confronto dell'uomo franco un timido, che lo fa risaltare. Ho posto il mentitore in impegni molto ardui e difficili da superare, per maggiormente intralciarlo nelle bugie medesime, le quali sono per natura così feconde, che una ne suol produr più di cento, e l'une han bisogno dell'altre per sostenersi”.

Quindi è lo stesso autore che caratterizza il protagonista, questo Lelio Bisognosi che è tornato nella sua Venezia dopo un soggiorno a Napoli di venti anni e che subito mette in mostra la sua straordinaria attitudine all’invenzione, all’improvvisare qualsiasi marchingegno fantastico per trarre profitto personale dalle varie situazioni che il caso gli fa incontrare, pone sulla sua strada.

La sua straordinaria propensione alla bugia come strumento per ottenere un beneficio immediato se da un lato può procurargli il vantaggio desiderato dall’altro mette in moto un meccanismo che a lungo andare si rivela troppo grande per lui, impossibile da gestire: “per sostenere la favola, ho principiato a dire qualche bugia, […] scellerate bugie, vi maledico!”. Lelio finirà per capitolare, travolto dalle sue “spiritose invenzioni”, sarà costretto a rinunciare a Rosaura, l’oggetto delle sue mire, e dovrà sposare la sua amante romana dalla quale era fuggito.

Il regista Alfredo Arias, nel suo allestimento, seguendo la lettura di molti, è meno severo di Goldoni, anzi è benevolo e comprensivo nei confronti di Lelio: “la nostra prima reazione sarebbe quella di punire colui che mente, ed è vero che il testo di Goldoni finisce con il pentimento e la condanna del personaggio di Lelio […] Penso che questo giudizio moralistico non è che una facciata di convenienza e che, dietro questa, c’è la gioia di celebrare coloro che osano proporre una visione romanzesca della vita, ma meglio una vita gioiosamente sregolata dalla menzogna che l’insopportabile monotonia del quotidiano”.

Gli fa eco Geppy Gleijeses, il protagonista di questo allestimento: “Lelio vive in un mondo tutto suo, filtrato attraverso due meravigliosi caleidoscopi: Napoli, dove ha vissuto gli ultimi vent'anni, e Venezia, dove è nato e dove ora è ritornato. Due mondi […] in cui nasce e si sviluppa l'attitudine di Lelio all'invenzione fantastica. E come possiamo noi condannare un uomo felice, allegro e giocondo solo perché vive in un mondo tutto suo? […] Potremmo rimproverargli che questa non è la realtà, che il mondo in cui vive non esiste, ma perché dovremmo richiamarlo a una squallida quotidianità, perché dovremmo trattenerlo attaccandoci ai suoi piedi ed impedirgli di prendere il volo? Va Lelio e divertiti anche per noi, nel mondo del teatro tutto è possibile”.

 

Teatro: Quirino
Città: Roma
Titolo: Il bugiardo

Autore: Carlo Goldoni
Produzione: Gitiesse Artisti Riuniti
Regia: Alfredo Arias

Interpreti: Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, con la partecipazione di Andrea Giordana
con Lorenzo Gleijeses, Mauro Gioia, Valeria Contadino, Luciano D’Amico, Luchino Giordana 

Adattamento: Alfredo Arias, Geppy Gleijeses 
Scene e costumi: Chloe Obolenski
Musiche originali: Mauro Gioia

Luci: Luigi Ascione
Periodo: 13 ottobre – 1 novembre 2015

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