Direttore Valter Vecellio. 1 year 12 weeks ago

Ecco perché sosteniamo la campagna promossa da Cosmopolis per istituire un reparto di oncologia pediatrica a Taranto

Ci sono fatti e dati sui quali dovremmo riflettere. Nel 2012, per esempio, nel corso della Health Assembly, l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha riconosciuto che l’inquinamento atmosferico rappresenta il rischio più grave in materia di salubrità dell’ambiente.

In un agghiacciante rapporto, presentato ad Haifa ad aprile scorso, la stessa Oms afferma che ogni anno nel mondo si contano sette milioni di decessi prematuri causati dall’inquinamento atmosferico e che il 90 per cento della popolazione mondiale vive in ambienti inquinati. Non meno sconfortanti i dati riferiti alla sola Europa dove le morti premature, causate dai veleni che quotidianamente vengono immessi in atmosfera, sono 600mila. Le vittime italiane di questa guerra non dichiarata sono ben 33mila, per un totale di 47.481 anni di vita andati perduti.

Un’autentica strage, un’ecatombe silenziosa e silenziata. Una strage che ha anche altissimi costi economici e sociali. Nella sola Italia i decessi provocati dall’inquinamento atmosferico si traducono, infatti, in un costo di 97 miliardi di dollari, pari al 4,7 per cento del Pil.

Ci sono luoghi nel nostro bel paese dove ogni boccata d’aria equivale a respirare morte. Ci sono luoghi nel nostro Mezzogiorno dove ogni respiro accresce le probabilità di contrarre un cancro o, per bene che vada, una qualche malattia che peggiorerà la qualità della vita oltre ad accorciarla. Uno di questi luoghi è Taranto che da lustri, ogni santo giorno, viene bombardata da un cocktail di veleni tossici, nocivi e cancerogeni immessi in atmosfera dall’Ilva, ma anche dalle raffinerie Eni.

Ci sono luoghi a Taranto dove respirare significa sfidare la sorte, giocare alla roulette russa, e a pagare il costo più alto di una situazione ambientale disastrosa, come spesso accade, sono i bambini.

Non a caso, in un aggiornamento dello Studio “Sentieri”, acronimo che sta per “Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento”, pubblicato nel 2014, si parla di un “eccesso di mortalità infantile nel periodo 1980-2008”.

Eccesso, un termine dal sapore burocratico, che non nasconde il dramma rappresentato da 198 bambini ammalatisi di cancro nel solo triennio 2006-2008. E dietro questi 198 casi, punta di un iceberg che andrebbe ulteriormente scandagliato, “l’eccesso” di dolore e sofferenza di tante famiglie, che possiamo solo provare ad immaginare. Il dato emerso nel corso della XVIII riunione regionale dell’Airtum, lascia attoniti e fa venir voglia di inveire contro coloro che ancora negano una solare evidenza: a Taranto è stato registrato un eccesso di tumori infantili superiore del 30 per cento alla media regionale della Puglia.

Credo che quanto scritto aiuti a comprendere perché ho ritenuto, con Maurizio Turco, Rita Bernardini, Filomena Gallo, Marco Cappato, Valter Vecellio e il giudice Massimo Bradimarte, di dover sostenere la lodevole campagna promossa da Cosmopolis, finalizzata ad ottenere l’istituzione di un reparto di oncologia pediatrica nella “Città dei due mari”.

Ancora una volta, posso solo aggiungere che a Taranto c’è un “consistente e allarmate nucleo di nuova shoah” e che a Taranto, come in altri luoghi di questo nostri Sud, di questa nostra Italia, la strage di legalità si è inevitabilmente tradotta in strage di popoli.

L'autore è membro della Giunta di Radicali Italiani e consigliere dell’Associazione Coscioni

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