Direttore Valter Vecellio. 1 year 40 weeks ago
Ennio Di Francesco

Fine del sogno democratico di una polizia autonoma dai partiti?

Matteo Salvini indossando la maglietta della Polizia di Stato arringa alla manifestazione davanti a Montecitorio indetta da un cartello di sindacati di polizia. Molti sono aderenti, tanti forse solo “tutori dell’ordine” disperati, stressati, arrabbiati; ci sono anche dei forestali. Altri parlamentari partecipano, alzano le spalle, sorridono, scherniscono. Magari Renzi dal vicino Palazzo Chigi forse ascolta sornione slogan, fischi ed applausi. Chissà che quel teatro non faccia gioco al progetto di riforma della PA, in cui in un breve articolo si delegano decreti per il “riordino delle forze di polizia”

Stanno divorando la Polizia, da dentro e a fuori. Da dentro, gli squali, i cortigiani e gli arrivisti, che hanno fatto di essa e dei sindacati un ascensore per compromessi di carriera, ambizioni familiari e personali, allacciando grigi privilegiati rapporti con questo o quel partito (basta leggere i nomi di coloro che per tale via sono divenuti dirigenti generali, prefetti, onorevoli, sottosegretari, manager di multinazionali)

Da fuori, i rampanti saccenti politici ed i sindacalisti confederali senza memoria, strategia, lungimiranza, che sino a ieri si sono occupati, o si occupano oggi, di Forze di polizia, epigoni indegni dei loro colleghi statisti con l’amore degli Italiani nel cuore (Berlinguer, La Malfa, Zaccagnini, Lombardi, Moro, Flamigni, Bozzi, Fracanzani, Lama, Storti, Vanni, Macario, Benvenuto, ...) che negli anni Settanta contribuirono, pur in accesa dialettica, “insieme e oltre le ideologie”, a salvare questo sventurato Paese da terrorismo, golpe, rigurgiti reazionari, giungendo alla legge numero 121 del 1981 di riforma della Polizia che riscattando la dignità di “tutti i tutori dell’ordine” (poliziotti, carabinieri, finanzieri, penitenziari, forestali) segnò con valori professionali e sociali un tornante importante per la Collettività e la Democrazia.

Sì, stanno vincendo loro, i reazionari nostalgici della polizia muscolare di Scelba, Gui, Taviani e via dicendo. E qualcuno si frega le mani! Ma quel che avviene non riguarda solo i “tutori dell’ordine”, ma tutti gli Italiani, e non solo. Le Forze di Polizia debbono essere inserite e partecipate nel tessuto sociale, ma autonome dai partiti e dai sindacati! Le loro (?) rappresentanze dialetticamente unitarie.

I "consiglieri" per i decreti delegati sono pronti in chissà quali stanze ovattate; anche quelli che grazie a questa strumentale manifestazione favoriranno, con quattro soldi e magari qualche gallone in più, la controriforma verso una sicurezza militarizzata, inserita in un dubbio contesto di immunità internazionale di gendarmeria europea anche per interventi di “sicurezza pubblica”. Il divide et impera come ieri si ripete, in camaleontiche forme. Non si scrisse all'epoca del generale che nel Duemila per raccomandare una legge in itinere limitante la 121 dell'81 telefonò all'allora presidente del Consiglio, veterocomunista, che avrebbe potuto portare i suoi carabinieri sotto Palazzo Chigi? Lo sa questo il sindacalista destrorso che ha dato la maglia della Polizia a Salvini? Quella maglia che fu dei Cassarà, Custra, Ciotti, Ravenna, Raffuzzi, Margherito, Ambrosini, eccetera, pionieri del “Movimento democratico” che negli anni Settanta subirono impensabili repressioni per permettere ai “tutori dell’ordine” di parlare; anche a lui forse presto onorevole? Ma che dicono quei nomi al roboante leghista che certo non stravede per il tricolore? 

Renzi sappia davvero che la sua riforma può essere una grande opportunità o una pericolosa controriforma. Risponda alla riflessione che scrissi mesi fa al già Comandante generale dell’Arma Gallitelli: "Qualcuno dovrà ancora spiegare quale sia la differenza tra il sangue del capitano Tuttobene e quello del commissario Cassarà, del maresciallo dei carabinieri Maritani e del brigadiere di polizia Ciotta, del carabiniere Santarelli e dell’agente Antiochia, uccisi mentre svolgevano l’identico impegno; tra il commissario Giovanni Palatucci e il brigadiere Salvo D’Acquisto, oggi per tutti eroici riferimenti di valori universali”. Hanno proprio vinto loro? Risponda col cuore e in tale spirito agisca.  

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