Direttore Valter Vecellio. 1 year 25 weeks ago
Eleonora Conti

Lettera ai miei compagni radicali. Grazie per quello che fate, però…

Mi chiamo Eleonora Conti e ho cominciato a frequentare il Partito nel 2006.
Purtroppo per problemi finanziari mi trovo nella condizione da diverso tempo di non poter fare iscrizioni. Per questo motivo ho deciso di scrivere.
Mi scuso fin da ora dei diversi errori grammaticali, lessicali ecc. che potrò commettere.

Vorrei poter esprimere sinceramente il dispiacere che ho provato nel corso di questi ultimi anni ascoltando i diversi congressi e comitati di Radicali Italiani per via radio o direttamente alla sede del Partito sino all'ultimo tenuto nelle scorse settimane. Ma per poter farvi capire da dove nasce non solo questa tristezza ma anche il timore di vedere pian, piano come le radici storiche di questo Partito possano andare perdute per sempre, spiegherò il più brevemente possibile le motivazioni che mi portarono a scegliere di entrare nel mondo Radicale.

Nell'81 mentre frequentavo le scuole superiori avevo un professore di matematica conosciuto e apprezzato per la sua metodologia di insegnamento. Alcune sue lezioni erano particolarmente centrate nel far comprendere come questa materia veniva quotidianamente impiegata nella realtà di tutti i giorni e non solo. In una di queste lezioni, cominciò a spiegare come funzionava il sistema economico attraverso la borsa. Dopo la terza lezione incentrata sempre su questo tema in particolare, si presentò in aula con uno dei tomi del "Capitale" di Marx. Lascio a voi immaginare a che tipo di formazione miravano queste lezioni. Erano i tempi in cui ancora si sentivano gli strascichi di ciò che era accaduto negli anni 70. Un altra dimostrazione di questo tipo di sistema, erano i testi di storia adottati. Storici che poi con il tempo scoprì essere faziosi e di parte, e tra l'altro adottati anche in alcune facoltà universitarie.

Arrivata a 18 anni inevitabilmente votai convinta e sicura il Partito Comunista, (a quel tempo ancora presente). Mi si veniva detto che lì si parlava di vera democrazia, e che solo in quel partito si difendevano i diritti del cittadino e del lavoratore in particolare soprattutto quello più debole, e che partiti come la Democrazia Cristiana o di estrema destra avevano rovinato il nostro paese fino ad allora. Tutto questo non solo si verificava all'interno delle strutture scolastiche, ma in qualunque attività sociale si partecipasse.

Recentemente ho perso mio padre. Mi ricordo che a quei tempi spesso avevamo discussioni anche animate. Mio padre oltre ad essere un pittore era appassionato di storia. Quando mi chiese di prestargli un testo di storia contemporanea dove io studiavo, rimase attonito. Cercò di spiegarmi che quello che vi era scritto non corrispondeva del tutto alla verità dei fatti. "Perché lui lo aveva vissuto". Io da parte mia rispondevo facendogli presente che lui era solo un pittore e non uno storico, e che quindi ciò che affermava non aveva nessun valore. Mi ricordo che sempre intorno ai 18 anni lo feci sentire veramente male, quando mi misi a fargli, oserei dire quasi una sorta di comizio con tutta la mia ignoranza, elogiando la figura di Palmiro Togliatti. Dopo tanti ci ridemmo insieme . Che stupida che ero stata... Ma cosa ne capivo io!! Mio padre era nato nel 26, e suo padre non prese la tessera fascista, in quanto condivideva le idee dei liberali del suo tempo. Questo ovviamente comportò una serie di conseguenze che nessuno di noi già sappia.
Non contenta caduto il Pc votai Rifondazione Comunista, nello stesso tempo già lavoravo, e quelle idee fortemente di sinistra continuavano a circolare e un partito come quello Radicale, tranne ciò che avvenne a Tortora era già praticamente vessato dalla sistematica disinformazione. Oggi mi verrebbe da dire , come mio padre a suo tempo: " Lo so perché l'ho vissuto". Ma quando poi lavorando per una Società che venne ceduta ad un'altra più grande la quale cominciò ad applicare una selezione del personale partendo dai vertici sino ad arrivare ai semplici dipendenti, con l'aiuto delle forze sindacali, io ovviamente iscritta al sindacato della Cgil, insieme ad altri colleghi della mia età ci trovammo di fronte la nostra rappresentate sindacale, che senza mezzi termini ci fece capire che alla prossima assemblea dovevamo dare le dimissioni, in quanto vi erano altri colleghi a cui mancava poco la pensione, cominciai a capire ... Tutte quelle belle parole e quel tipo di formazione che avevo ricevuto era stata una vera e propria beffa. E così cominciai a informarmi per conto mio, cercando di capire e di approfondire partendo proprio da mio padre. Mi ricordo che mi confidò di aver votato per molti anni il Movimento Sociale, del tutto incomprensibile per me, vista la storia di mio nonno e che mio padre purtroppo fin da piccolo aveva vissuto. Mi spiegò che lo fece perché quella cosiddetta sinistra si era impadronita con le sue sporche zampe anche dell'arte, e che per lui come artista era assolutamente penoso e inaccettabile. Poi scoprì che il Pc fino quasi alla caduta del muro era stato finanziato dal sistema sovietico, che se da una parte senza scrupoli continuava a mietere sempre più gente, distruggendo l'identità di tanti popoli, nello stesso tempo nei paesi occidentali grazie ai loro finanziamenti ai diversi partiti di sinistra potevano portare avanti insieme a loro quella propaganda di cui mi ero imbevuta nel corso di quegl'anni. Quella sinistra italiana che giustamente accusava la DC e i partiti di destra di farsi finanziare dalla mafia, mentre loro però non si erano fatti finanziare dalla mafia sovietica? Quando molto tempo dopo lessi nei quaderni radicali che un certo Marco Pannella negli anni 70, (forse un pò prima o un pò dopo mi scuso se non sono precisa nella data), ma comunque negli anni in cui si viveva nel nostro paese tutta quella tragica tensione, Marco Pannella insieme ai radicali di quel tempo andò in Bulgaria per manifestare pubblicamente nelle piazze contro il regime sovietico. Ma io mi dico: Ci rendiamo veramente conto di che cosa significava a quel tempo un azione di quel genere?" E io data la mia età e la mia poca esperienza politica posso capirlo solo parzialmente. Ma mi sono sempre chiesta, se in quel momento il mio paese fosse stato così saggio e corretto da informare e non solo, forse oggi le cose sarebbero state diverse. Ma niente, anche in quel caso era importante che il tutto passasse inosservato. Quello che già da anni Marco Pannella e i radicali stavano facendo, anche e soprattutto per la gente come me ancora ragazzina. Mi ricordo una volta chiesi a mia madre che era del 27, se aveva mai visto aborti procurati con i ferri da calza. Mi rispose che a quanto pare succedeva abbastanza frequentemente e alcune ragazze ci rimettevano la vita. Anche mia madre è morta quest'anno. Mi ricordo quando mi chiedeva perché non andavo dai radicali, come una sorta di rimprovero, dicendomi: " Perché Pannella è una brava persona!!". Lei ci capiva poco di politica, era una persona semplice, eppure sentiva che uno come Marco Pannella in un certo qual modo l'aveva difesa. Lo stesso negli ultimi tempi con mio padre, quando ormai non parlava quasi più, la sera spesso gli raccontavo di Pannella. Lui mi sorrideva facendomi capire attraverso quel sorriso come lo sentiva vicino. Sapevo che alcune volte aveva votato anche radicale e che stimava Pannella per la sua coerenza e onestà politica.

Tra l'altro prima di avvicinarmi al partito, avevo un amico con cui spesso parlavamo di politica. Mi ricordo ancora quando mi disse che:" I Radicali a differenza di tutti gli altri partiti, avevano sempre prima presentato un progetto politico e chiesto ai diversi partiti di qualunque colore, senza appunto per questo perdere la propria identità, chi fosse disposto ad appoggiarlo e assicurandosi che quel progetto venisse veramente mantenuto. In contrapposizione ad una metodologia che vedeva e che vede ancora i due grossi poli politici, destra e sinistra cercare alleanze con altri partiti, e che inoltre accettino il loro progetto politico per un chiaro e semplice interesse comune" e  non certo quello del cittadino. Questo è stato uno dei motivi fondamentali per cui sono entrata nel mondo Radicale, condividendolo e vivendolo pienamente. Sentire in questa modalità di azione politica anche un indispensabile valore etico: " Il diritto prima di tutto a difendere e tutelare il libero pensiero di ognuno". Il diritto di vedere ogni singolo individuo un essere pensante e rispettarlo in quanto tale, e per questo motivo difenderlo fino in fondo".

Questa è la mia storia, ma potrebbe essere la storia di tanti altri che hanno deciso di entrare nel mondo Radicale e non in un altro partito.
Mi rendo conto che non sto dicendo niente che nessuno già sappia e non voglio insegnare niente a nessuno. Ho fatto presente tutto questo perché per me Marco Pannella è l'ultima eredità storica liberale in Italia.
Io non ho fatto l'università e la mia preparazione politica è quasi del tutto inesistente, ma quello che più mi rattrista oggi, è che pensavo che tanti altri compagni riconoscessero in Pannella questa ultima eredità storica in Italia, e che oltre le singole iniziative comprendessero quale privilegio e quanto ancora si può imparare da quest'uomo che ha dato tutto se stesso per difendere i nostri diritti quando ancora buona parte di noi non eravamo neanche nati.
Chiedo a tutti quelli che nel corso di questi ultimi anni hanno fatto interventi, accusando inizialmente Pannella di farsi da parte. Chi direttamente chi intendendolo ipocritamente. Poi successivamente esprimere dall'alto della vostra indubbia preparazione e conoscenza politica, attraverso le vostre proposte e iniziative, costanti osservazioni allo stesso Marco e a quei Radicali come Rita Bernardini, Angiolo Bandinelli, Maurizio Turco, Laura Arconti e tanti altri che per tanti e tanti anni ci hanno difeso.
E non vedere invece in loro quella possibilità e opportunità di conoscere e di comprendere sempre di più, come una vera fonte di arricchimento personale. Forse questa posizione vi avrebbe fatto sentire umiliati?

E stata citata in questo ultimo comitato il documento della "Pesta Italiana" da uno di voi, come un libretto da osservare in maniera fideistica alla Mao. Come se Marco e altri radicali avessero obbligato a leggere una ricchezza tale in questa maniera. Dando così una totale visione distorta della realtà del vissuto radicale. Vogliamo veramente paragonare Marco Pannella a Mao? o dei radicali come me, come dei parassiti o chissà che cos'altro, che ascoltano devotamente a una sorte di santone? Ma non ci si rende conto di quanto tutto questo sia ridicolo? Sentire ancora compagni parlare di fascisti e comunisti e non vedere in questo partito dove anche voi avete deciso liberamente di stare, come veramente quell'alternativa politica che da perlomeno 20 anni il nostro paese ha l'opportunità ancora di poter sperare?

Io personalmente non mi sento una parassita se sento mie di più le iniziative proposte da Marco Pannella e da membri della Direzione , perché prima di tutto nascono da esperienze di anni e anni e anni di lotta che non mi sento di negare, che non mi sento di non apprezzare e stimare per quello che hanno fatto per me e per tutti noi. Dite di essere radicali, ma quando qualche anno fa Storace decise di appoggiare (come per fortuna già e stato ricordato), le proposte su i referendum della giustizia, e Marco accettò positivamente quest'appoggio, mantenendo la sua identità liberale, e Storace a sua volta la sua, perché molti di voi avete voltato le spalle? Marco Pannella ha fatto quello che un vero liberale avrebbe fatto: Ha presentato il suo progetto politico accogliendo l'appoggio di Storace senza fare nessun tipo di discriminazione ideologica. Questo per me significa essere radicale. Quando è riuscito a portare a firmare quelle proposte dei referendum, Berlusconi. E portarlo a firmare non solo quelli a cui era d’accordo ma anche quelli a cui non era d'accordo. Questo per me significa essere radicali.

E non mi venite a mettere la scusa che questo tipo di iniziativa è monotematica, altrimenti tutta la vostra cultura politica di cui andate tronfi va a farsi friggere. Una delle motivazione di questo vostro agire è perché siete ancora quella eredità attaccata a quei stupidi e meschini pregiudizi ideologici di cui anche io sono stata vittima e che a mio parere hanno portato questo paese in questa realtà di regime che non so voi ma io vivo quotidianamente.

Voglio ringraziare quest'ultima conversazione domenicale alla radio prima della vigilia del Congresso, a quelli che l'hanno condotta e che hanno partecipato.

Vorrei ringraziare Maurizio Turco quando ha ricordato le parole di Pannella quando disse:" QUELLE RADICI CHE NOI ABBIAMO SCELTO". E ancora quando dice:" Oggi il nostro essere radicali esserlo nel senso della storia radicale. Di garantire una continuità di questa storia. Noi non possiamo dimenticare ciò che è stato. Una storia iniziata con quei predecessori ai quali noi ci richiamiamo e cerchiamo di essere continuità sapendo di non essere un Ernesto Rossi, un Salvemini (e aggiungo io un Marco Pannella). Però ciascuno di noi tentando di dare il suo contributo per fare ancora prevalere "il Diritto". Ringrazio Valter Vecellio per avere ricordato: " Il comune sentire tra Pasolini e Pannella", e di aver ricordato il "Testamento di Pasolini".

Ringrazio Rita Bernardini per il suo appello per " Il Diritto universale alla Conoscenza" motivo principale per il quale ho scelto questo partito, e con tutto il cuore la ringrazio per le sue costanti lotte, per tutti noi. Per quelli che si trovano dietro a delle sbarre ben visibili, e per quelli che come noi si trovano dietro a sbarre invisibili ma che purtroppo ci sono.
Ringrazio Maurizio Bolognetti, che ha fatto sottoscrivere la dichiarazione a Vito De Filippo.
Ringrazio a Marco Cappato che ha raccolto le firme di Pisapia e De Magistris.

E infine ringrazio Marco Pannella quando dice:" IL NOSTRO PARTITO E' IL PARTITO DELLA GENTE COMUNE A CUI E' COSTANTEMENTE NEGATO IL DIRITTO ALLA CONOSCENZA".

La gente comune come me, che non ha voce e che non può difendersi.
Condividendo con voi e con chi decide di " ESSERE SPERANZA", quell'essere speranza per il quale Marco Pannella ha fondato questo Partito, buon Congresso.

Notizie Radicali: il giornale telematico di Radicali Italiani - Direttore: Valter Vecellio
Team: Simone Sapienza, Maria Veronica Murrone
Sito web: Mihai Romanciuc
Vuoi collaborare? Scrivi a notizie.radicali.it@gmail.com