Direttore Valter Vecellio. 1 year 40 weeks ago
Susanna Sinigaglia

Exister 2015

Reduce da MilanOltre e NID Platform di Brescia, avevo deciso di concedermi una pausa dopo un’indigestione di coreografie e performance. Diavoletto tentatore, è arrivata però la rassegna di Exister che non avevo più seguito da vari anni e, oltretutto, aveva in programma i lavori di Daniele Ninarello e Ambra Senatore, entrambi persi a Brescia. Et voilà, rieccomi “on the road again”.

La serata dedicata alla coreografia di Ninarello, L.A.N.D. (Local Area Network Development): Where is my love?, ospitava anche la performance di Claudia Catarzi, intitolata Sul punto, che ha aperto la serata. L’impatto iniziale è spiazzante: irrompe il silenzio mentre la Catarzi si muove ovattata sulla scena disegnando figure più simili a elementi della natura vegetale che non umana. Tutta la performance si svolge in silenzio, a tratti interrotto solo da qualche colpo di tosse proveniente dal pubblico, un breve sistemarsi sulla sedia, qualche fruscio che produce l’interprete nel passaggio da una figura all’altra. Uno spettacolo suggestivo finché, dopo un gesto un po’ troppo insistito, non fa capolino la ripetitività, questo nemico sempre in agguato quando sfugge anche solo di poco il dosaggio della propria prestazione. È stato comunque uno spettacolo interessante, da cui emerge il rigore e la tensione della ricerca.

Un po’ deludente invece la coreografia di Ninarello, i cui momenti più felici si hanno quando i performer (cinque) danzano tutti insieme o in assolo, esplorando lo spazio per trovare forme originali. Bisogna però osservare che affidando unicamente al corpo il disegno coreografico, si rischia di annoiare un pubblico ormai avvezzo al godimento della multimedialità.

La serata dedicata alla performance di Ambra Senatore è stata aperta da Paul Dennis, della Limon Dance Company, che ha tenuto un laboratorio – in particolare frequentato dagli allievi della scuola di Susanna Beltrami – seguendo il metodo di José Limon (precursore della Release technique) e proponendo alcuni spezzoni di sue coreografie. Il maestro ha voluto sottolineare come gli allievi abbiano appreso le sequenze malgrado il suo insegnamento si sia svolto in due soli giorni invece che nei quattro previsti. Gli allievi, com’è ovvio, mostravano livelli di preparazione diversi ma in comune avevano la spontaneità e la freschezza con cui si sono dati al pubblico.

E infine, Ambra Senatore. Avevo visto a Brescia il suo pancione di quasi 9 mesi e mi chiedevo molto incuriosita che cosa avrebbe presentato. Piccoli pezzi / Mattoncini è stato uno spettacolo esilarante, tutto giocato sul nonsense delle conversazioni intorno al cibo che hanno invaso l’Italia soprattutto da un anno a questa parte in vista di Expo. Tre donne e un uomo si ritrovano in un interno con tanto di tavola apparecchiata, divano e poltrone, scambiandosi interazioni fra il banale e il crudele, dove su tutto troneggia una battuta ripetuta sin quasi allo sfinimento e che sintetizza la “filosofia” guida di gran parte dei nostri esperti di cibo biologico: “Meglio un passato di verdure che un futuro di merda”. Ovvio, no?

 

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