Direttore Valter Vecellio. 8 weeks 5 days ago
Guido Biancardi

Doppie tessere e tessere doppie

Le doppie tessere sono, per un traspartito nonviolento e trasnazionale, come quello Radicale, vere e proprie stimmate; l'evidenza di una identità inconfondibile ed alternativa ad ogni altro, comunque denominato, in un regime di democrazia reale partitocratica.
Sono Radicali i Giachetti, i Della Vedova, e possono esserlo i Gozi, pur se esponenti di spicco di altre formazioni politiche e detentori di dignità istituzionali che non ci è dato ma, anzi , impedito in premessa, di condividere.

Siamo, come in una grande saga alla Lucas, soggetti indispensabili quanto marginali, infimi nel numero ma decisivi per garantire che la libertà di tutti non venga colpita a morte definitivamente dal “lato oscuro della Forza”. Come in “Star Wars” potremmo rivendicare, come slancio ideale e capacità ed integrità dimostrate, la piccola “galassia” dei cavalieri Jedi in perenne confronto con un potere imperiale che si propone come assoluto ed esclusivo, portatore di valori incompatibili con quelli di un autogoverno democratico (e federato?) delle infinite multiformi ed eterogenee esistenze che coesistono nell'universo in una cosmica rappresentanza che esprime il suo reggitore secondo modi compatibili con i principi di una cosiddetta democrazia liberale, a volte più simile a monarchie costituzionali variamente consolidatesi nel tempo negli spazi infiniti disseminati di galassie.

Il nostro ruolo” da Jedi” lo riconosciamo per riflesso anche di un'esperienza che viviamo di ricerca di sottrarci alla nostra definitiva eliminazione per decretare il raggiunto definitivo dominio sulla Forza (ciò che domina l'universo), dalla sua parte oscura.
La perenne attrazione del potere massimo e non contendibile attrae (e trasforma irreparabilmente coloro che non sono in grado di dominare l'istinto di conquista e dominio “con ogni mezzo”), anche i più incliti e valorosi rendendoli strumenti del Potere non convalidato da investiture e non soggetto al rispetto di altra regola che non la propria volontà sostenuta dalla violenza.

Al punto che addirittura Skywalker, l'allievo prototipo dell'ideale Jedi, sarà trasformato in un lugubre cybercreatura, Lord Fenner il braccio destro dell'Imperatore.
La nostra nonviolenza ci impone di non sentirci al riparo di dover ritrovare anche in noi qualsiasi, anche la peggiore, delle passioni che connotano gli altri, distinti ma non completamente diversi da noi; dai quali ci divide la capacità di ricercare l'interesse altrui anche a scapito del proprio se fosse il caso tesi a prospettare e perseguire instancabilmente il progetto di costituire “spes” per l'umanità, nessuno escluso, ivi compresi i nemici, incalzandola con proposte di dilatazione della dignità umana con la conquista universale di tutti i (non solo tradizionali) fondamentali diritti umani, così come stabilito dal preambolo del partito radicale senza far ricorso alla violenza omicida fosse pure per legittima difesa, senza poterci sottrarre ad impegnarsi per la salvezza di altri che rileviamo essere minacciati gravemente, ma nel rispetto del diritto che sia rispettabile o contro di esso in forme di rifiuto civile di assoggettarvisi quando fosse valutato ingiusto o pervertito a scopi non dichiarabili oltre che non sostenibili in un ambiente di riconoscibile “civiltà”.

Ma se esaltiamo il rispetto del biblico “nessuno tocchi Caino”, così non ci sentiamo tenuti a dimostrazioni di autolesionismo sacrificale, del genere di scegliere, per la notte, il giaciglio più prossimo al tagliagole che dichiara di perseguire la nostra (mai sola in prospettiva, d'altronde) eliminazione; i cacciatori di scalpi (fisici e virtuali) verificati come tali oltre ogni dubbio per esperienze subìte vanno, una volta rilevatane la presenza, identificati e tenuti a bada con ogni mezzo lecito, non solo per autosalvaguardia ma per additarne intenzioni e metodi come esempi da cui rifuggire e conoscenza da non dimenticare.

Una tessera (anche una doppia tessera), in un contesto di lotta strumentale violenta prospettata e perseguita ad oltranza con o senza preventiva dichiarazione di belligeranza, può rivelarsi “doppia” nel senso di essere finalizzata ed utilizzabile contro la stessa capacità di esistere a e durare di quel che dovrebbe rappresentare. Prudenza è virtù conclamata come necessaria (come a richiamo dell'invito antico alla contemporaneità necessaria di diversi atteggiamenti ispirati alle doti della colomba e del serpente). Senza di essa l'ingenuità così dimostrabile costituirebbe costo inaccettabile, oltre che insopportabile per molti, non solo fra noi.

Il bisogno è sovente cattivo consigliere; sino al punto di far apparire al suo portatore l'immagine di ciò che egli desidera come indispensabile, in sembianze estranee, altrimenti riconoscibili come fatali illusioni; persino se minacciose , o addirittura letali.
Il Partito Radicale in Italia sta vivendo da tempo un ricorrente antagonismo interno di petizione di sostituzione di una leadership bollata come obsoleta da nuovi pretendenti disposti a considerare le analisi distillate dal movimento e raccolte in varie forme, come non più rispondenti alle esigenze e comunque alla bisogna di una competizione politica più “produttiva”, almeno nei termini consolidati dalle prassi pluridecennali di cui siamo stati testimoni e siamo ancora irriducibili attori.

La derubricazione dell'analisi sulla situazione della democrazia cosiddetta occidentale, da quella di distorsione e degrado in regime, irrimediabile  se non con il ripristino della legalità democratica, in  una situazione di accettabile condizione di tradizionale conflitto politico solo più accentuato per la complessità che caratterizza la situazione generale ed in ispecie quella italiana, conduce con sé inevitabilmente, con la clamorosa conferma intrinseca dell'inadeguatezza della guida che l'ha considerata la causa dei problemi e dei pericoli incombenti cui dare soluzione come la giustificazione di un'incapacità dimostrata dallo scarso presidio istituzionale conquistato (quindi meritato), la ricerca di “rinforzi”, secondo una concezione democratica tocquevillianamente “quantitativa” dell'espressione del successo delle proprie istanze e valori, per non essere esclusi dai giochi ma per potervi rientrare a pieno titolo con chances non infime (responsabilmente, infine!?).

La bandiera da impugnare per e nella contestazione delle posizioni “avverse”  può essere molto simile a quella dell”'altra parte”, ormai, rappresentata nel soggetto politico di appartenenza, se non ricca e ridondante di radiose prospettive di vittoria certa, titolare di successi straordinari testimoniati e riconosciuti.
La stessa bandiera (di obiettivi, priorità e scelta di modalità e mezzi per conseguirli) può essere, però, dispiegata al vento frettolosamente, dimostrativamente, per marcare una maggior tempestività di reazione e nello stesso tempo renderla, con formali riconoscimenti, proprie creazione merito e titolarità, perchè e purchè lo si certifichi pubblicamente; in concambio il nome dei Radicali (identificati negli autori della lettera di Magi/ Federico) viene in un flash dell'informazione demummificato in sede governativo-istituzionale, italiana ed europea.
Così, si rischia che una iniziativa di respiro e lena irripetibile possa essere ricondotta ad utile ed isperato trofeo di una scaramuccia intestina, e in prospettiva a disposizione di nuove alleanze che includano degli inveterati detrattori in veste di originali promotori non più distratti da superiori incombenze e responsabilità, convertiti perchè toccati dalla grazia dell'opportunità colta a tempo.

Nell'angosciosa scansione dello scarso tempo residuo lasciato dal risorgere generale della Nazione e con essa, secondo Ventotene, della guerra , si farebbe brillare la “spem” nella fiamma di una spada-laser jedi che viene al soccorso; ma impugnata da Joda o da Lord Fenner?

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