Direttore Valter Vecellio. 4 weeks 1 day ago
Gianfranco Cercone

“A bigger splash” di Luca Guadagnino: i maschi irredimibili

Qualche lettore di queste note sul cinema, mi rimprovera bonariamente perché do a volte troppe anticipazioni sulla trama dei film di cui mi occupo.

Il desiderio di non sapere nulla o quasi nulla di un film prima di vederlo, rientra certo tra le legittime preferenze di uno spettatore. Mi permetterei però di osservare che il piacere nella visione di un film non deriva soltanto, e nemmeno principalmente, dalla scoperta della trama. Agli albori dello spettacolo – nel teatro greco – gli spettatori già conoscevano il contenuto dei miti che le antiche tragedie raccontavano. Eppure si divertivano le stesso, perché, io credo, era il modo in cui quelle storie erano narrate sulla scena che li interessava e li incantava.

E d’altronde, tornando al cinema, se si vuole suggerire l’interpretazione di un film, è necessario rivelare di cosa tratta quel film.

Così, a proposito di A bigger splash, il film che Luca Guadagnino ha girato con un cast internazionale (che comprende una sofisticata attrice inglese come Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Dakota Jones e Matthias Schoenarts) non potrò fare a meno di anticipare che nella cornice, apparentemente idilliaca, di una villa con piscina nell’isola di Pantelleria, si dispiega una trama di passioni, le più dolorose e distruttive.

La storia si svolge in estate, e il clima, insieme alla bellezza dei luoghi, esalta il senso di benessere, il rilassamento, la sensualità di una coppia che in quell’ambiente trascorre un periodo di vacanza: lui è un fotografo, lei una cantante rock di successo.

Ma il loro affiatamento sarà turbato, forse definitivamente compromesso, dall’arrivo di altri due personaggi: un produttore discografico, ex amante della donna; e sua figlia adolescente. L’uomo, che è pentito per avere a suo tempo lasciato che la cantante lo abbandonasse, ora vuole a tutti i costi riconquistarla. E la figlia che ha portato con sé è, magari inconsciamente, un’esca per allontanare dalla donna il suo attuale convivente.

Il suo piano sembra lentamente realizzarsi. Le resistenze della donna forse vacillano; l’altra coppia comincia a formarsi. Ma quando poi i nodi vengono al pettine, la rivalità tra i due uomini sfocia nella violenza e perfino in un omicidio.

Va detto che il racconto – che riprende la storia di un film francese del '69, La piscina di Jacques Deray – non è sempre del tutto persuasivo. Se l’ambientazione ispira a Guadagnino immagini molto suggestive, se il personaggio dell’ex-amante interpretato da Ralph Fiennes è piuttosto bello, di spessore, perché, dietro il suo costante esibizionismo, si indovina l’angoscia per un’esistenza che si ritiene fallita, l’ansia di riconquistare la persona amata, gli altri personaggi sono più generici ed esteriori. Non di rado, comportamenti e dialoghi risultano artificiosi.

E tuttavia il film lascia almeno affiorare un tema importante. Tutti i personaggi, per professione oltreché per passione, appartengono al mondo dell’arte. Ora, se arte e cultura hanno un valore, non è perché dovrebbero educare la personalità e i sentimenti? Non diventano invece mere decorazioni, se non modificano i comportamenti; se poi, come i due maschi del film, ci si scanna per il possesso di una femmina?

Certo, i più pessimisti potranno obiettare che la natura umana è irredimibile. Ma è una questione che, meglio focalizzata, sia pure nella forma di un racconto, avrebbe dotato il film di maggiore interesse e profondità.

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