Direttore Valter Vecellio. 1 year 4 weeks ago

“Tradimenti” di Harold Pinter: il nostro rapporto con gli altri sottende il ricorso sistematico alla menzogna?

Al centro di questa commedia di Pinter è il classico triangolo: lei, lui, il marito di lei. Il tradimento appare, quindi, implicito ma la situazione è assai più articolata e Pinter non è qui per raccontarci una banale storia di corna. Lei tradisce il marito e lui la moglie, d’accordo, ma lui tradisce anche il marito di lei perché è il suo migliore amico, lei tradisce lui perché gli ha nascosto di aver rivelato tutto al marito che, quindi, a sua volta, tradisce in un certo senso l’amico per avergli nascosto che è al corrente della relazione. Come se non bastasse il marito di lei non è da meno e tradisce anche lui la moglie.
Pinter ci racconta tutto questo partendo dalla fine. La commedia comincia, infatti, due anni dopo il termine della relazione, quando cioè i due ex-amanti si incontrano su richiesta di lei. Pinter ci fa rivivere la storia a ritroso con dei flashback che ci portano a mano a mano all’indietro, attraverso alcuni momenti della storia tra i due, sino al loro primo incontro; tutto, cioè, è già accaduto, il rapporto tra i due è già terminato, ma senza drammi o tragedie, si è consumato e basta: ‘è tutto passato, è tutto finito’ conclude lei al termine del loro ultimo incontro (che, come detto, apre la commedia).

È lo stesso Pinter che ci dice come sia nata questa scelta dei flashback: “per ‘Betrayal’, quando ne ho capite tutte le implicazioni, mi sono reso conto che c'era un solo modo di procedere e che quel modo era andare a ritroso. Non è mica una furberia la mia. E' solo il trucco della memoria. La memoria è così. Comincia tutto dall'ultimo istante, si riavvolge all'indietro”.
 
‘Tradimenti’ non è, quindi, una commedia sull’amore come la presenza del classico triangolo potrebbe far pensare in un primo momento. E’ una commedia sulla memoria nella quale i protagonisti procedono a ritroso alla ricerca della propria identità, per sapere veramente chi essi siano. Ecco, quindi, che anche se tutti tradiscono tutti l’intento di Pinter non è moralistico in tema di tradimenti di coppia, il tradimento tra uomo e donna non è il peccato più grave; i tradimenti veri non sono questi.
I tradimenti sono, ci dice in definitiva Pinter, una condizione umana tristemente comune a tutti, rendono imperanti la menzogna e l’ipocrisia, annebbiano e confondono, stravolgono i rapporti tra le persone, non permettono più di distinguere il torto dalla ragione, fanno perdere la sicurezza. Non possiamo fidarci di nessuno, quel che è giusto oggi non lo è più domani, l’amico di adesso è il nostro futuro nemico, finiamo addirittura per tradire noi stessi, i nostri ideali. Il tradimento viene, così, ad essere una condizione umana dalla quale non possiamo prescindere.

Dico la verità, non ho seguito molto l’evolversi della carriera artistica di Ambra Angiolini negli ultimi anni; sono rimasto ai suoi ormai lontani esordi televisivi con ‘Non è la Rai’ e al suo impegno nel cinema con ‘Saturno contro’ che le valse ambiti riconoscimenti nel 2007. Vederla protagonista di ‘Tradimenti’ è stata una piacevole sorpresa: un’attrice sicura di sé, completamente a suo agio in un personaggio alle prese con i tradimenti degli altri e con i propri, quelli cioè che perpetriamo verso noi stessi, alla ricerca della verità, della nostra identità. ‘Il tradimento ci aiuta a conoscere noi stessi’ ha affermato ‘Ambra’ in una recente intervista; chissà se c’è qualcosa di autobiografico.

Nelle sue note di regia Michele Placido si sofferma sulla collocazione temporale della commedia o, meglio, sull’anno di inizio della relazione tra lei e lui: il mitico 1968. ‘La riflessione che ho raccontato ai miei attori è che il Sessantotto cambiò e rivoluzionò il comportamento di un’intera generazione di giovani, come giovani sono appunto i tre protagonisti della festicciola che segna l’inizio di un tacito ménage a trois … la storia di quegli anni parla, e non solo per me, di amori finiti, ma soprattutto di tradimenti politici, ideologici e sociali. Ecco, sì, forse questo testo si può leggere non solo come la fine di una storia d’amore più o meno grande, ma anche come un totale fallimento di un’utopia rivoluzionaria che voleva migliorare e cambiare il pensiero occidentale. E, proprio come nel testo di Pinter, anch’io, che facevo parte di quella generazione, mi ritrovo oggi di nuovo punto e accapo’.

Teatro: Eliseo
Città: Roma
Titolo: Tradimenti
Autore: Harold Pinter

Produzione: Goldenart Production
Regia: Michele Placido
Interpreti: Ambra Angiolini, Francesco Scianna e con Francesco Biscione

Scene: Gianluca Amodio
Costumi: Mariano Tufano
Musiche originali: Luca D’Alberto
Light designer: Giuseppe Filipponio

Notizie Radicali: il giornale telematico di Radicali Italiani - Direttore: Valter Vecellio
Team: Simone Sapienza, Maria Veronica Murrone
Sito web: Mihai Romanciuc
Vuoi collaborare? Scrivi a notizie.radicali.it@gmail.com