Direttore Valter Vecellio. 1 year 4 weeks ago

Adulto

Avevo già visto il lavoro dei Phoebe Zeitgeist in primavera, prima nella rassegna “Contagio” con lo spettacolo Preghiera. Un atto osceno, poi in Kamikaze number five, dove il terrorista si prepara al suo atto di dispensatore di morte, anch’esso osceno nella sua concezione stravolta del sacro, entrambi diretti da Giuseppe Isgrò.
Sulla stessa lunghezza d’onda - linea di ricerca si colloca questo Adulto, sempre con la regia di Giuseppe Isgrò. Sulla scena, ricoperta di sabbia-terriccio come l’area un po’ desolata e provvisoria di un cantiere, si vedono un cavallino a dondolo, secchielli e palette, attrezzi vari, neon usati dall’unico attore (Dario Muratore) per delimitare e nello stesso tempo modificare lo spazio dell’azione. Lo spettacolo si apre con un brano di Petrolio, quello in cui il protagonista Carlo, stupratore-macho inveterato, ha una specie d’illuminazione e ribalta la sua prospettiva: da predatore diventa preda, dalla posizione di maschio borghese prepotente e viziato passa a quella di prostituta in balia dei giovani dei suburbi; diventa agnello sacrificale, vittima di atti “osceni” che ai suoi occhi potrebbero riscattarlo da altre oscenità di cui si è reso protagonista. E questo disfacimento della personalità lo rende simile all’adolescente che non ha ancora definito né le proprie tendenze sessuali né, più in generale, le proprie caratteristiche di individuo. Diventa simbolo, come afferma Isgrò, dell’adulto contemporaneo che non è più soggetto strutturato, ha sempre meno basi valoriali mentre per contro, tragicamente, il suo valore sociale si va riducendo a quello di consumatore, nemmeno più di lavoratore, perché la sua condizione di lavoratore si avvicina inesorabilmente a quella della prostituta-schiava che si vende, o svende, al prezzo più basso pur di avere clienti e assicurarsi una sopravvivenza… da consumatore. Il testo tratto da Pasolini s’intreccia con quello di Dario Bellezza; sono contigui, parlano la stessa lingua e raccontano la stessa tensione fra disfacimento e desiderio di un innalzamento impossibile.
Nel brano tratto dalla Morante, più pregnante è il tema del distacco adolescenziale dalla madre quando s’impone l’ingresso senza più appigli nel mondo adulto, in cui bisognerebbe decidere da che sponda stare e con chi, quale abito indossare perché ormai, spesso e in mancanza d’altro, è l’abito che fa il monaco. Non a caso il protagonista appare – all’inizio – in giacca da uomo ma pantaloncini corti e, dopo brevi passaggi attraverso indumenti maschili e femminili (tacchi a spillo), resta in mutande.
Infine il buio si abbatte sulla scena, con il silenzio.
L’interpretazione del protagonista, la cui preparazione attoriale è in ogni caso impeccabile da tutti i punti di vista, è forse un po’ troppo enfatica; per la restituzione teatrale dei testi, già di per sé intensi al limite del tollerabile, avrei preferito toni più lineari per dare maggior risalto alla loro drammaticità. È in ogni caso molto interessante il percorso intrapreso dai Phoebe Zeitgeist; nella loro ricerca del sacro, c’è anche la spinta a riscoprire la sacralità che sta alla base della nascita stessa del teatro, e che così tanto si è persa nella sua versione borghese – l’interpretazione prosaica e banale della realtà – malgrado i tentativi, peraltro ben riusciti, di tanto teatro di ricerca che rischierebbero di perdersi se non ci fossero nuovi protagonisti a ritirarne pazientemente le fila.
 
Una produzione Phoebe Zeitgeist
Drammaturgia di Francesca Marianna Consonni
Regia di Giuseppe Isgrò
Con testi tratti da Pasolini (Petrolio) Elsa Morante (Aracoeli), Dario Bellezza (Testamento di sangue)

Notizie Radicali: il giornale telematico di Radicali Italiani - Direttore: Valter Vecellio
Team: Simone Sapienza, Maria Veronica Murrone
Sito web: Mihai Romanciuc
Vuoi collaborare? Scrivi a notizie.radicali.it@gmail.com