Direttore Valter Vecellio. 43 weeks 5 days ago

Radicali e pastafariani, un incontro possibile

Questa primavera l'Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”, di cui sono iscritto e militante, ha avviato un percorso di dialogo e collaborazione con la Chiesa Pastafariana Italiana, un'organizzazione che ha una breve storia alle spalle ma può già contare su aderenti e simpatizzanti in tutta Italia. Il pastafarianesimo nasce negli Stati Uniti nel 2005, con l'obiettivo di contrastare l'insegnamento del creazionismo nelle scuole, e arriva nel nostro paese nel 2012. Si tratta di un culto religioso parodistico che, con gli strumenti dell'ironia e del paradosso, mette in evidenza le contraddizioni logiche delle chiese ufficialmente riconosciute. I suoi membri dichiarano di adorare una divinità nota come il Prodigioso Spaghetto Volante, si fanno riconoscere in pubblico indossando una scolapasta come copricapo e si richiamano all'iconografia piratesca, con costumi a tema e anche riprendendo canti e saluti di quella tradizione. Da noi hanno trovato un terreno d'elezione nelle battaglie per i diritti civili, nel confronto con le interpretazioni più rigide e conservatrici della dottrina cattolica. Inevitabili la sintonia e la curiosità reciproca. Sabato 30 maggio alcuni esponenti radicali, scolapasta in testa, partecipano a Torino alla manifestazione “Tagliatelle in Piedi”, promossa appunto dai pastafariani. Lo scopo dell'iniziativa è prendere in giro le Sentinelle in Piedi, quel movimento reazionario che organizza manifestazioni contro l'omosessualità in cui i partecipanti si dispongono in file e colonne ordinate e leggono un libro in composto silenzio. Qui al contrario il caos e l'allegria regnano sovrani, i presenti sono disposti in modo casuale, mangiano piatti di pasta, tagliatelle appunto, e bevono birra dalla bottiglia. Ci sono più di cento persone nella centralissima piazza Carignano, i passanti si fermano incuriositi e molti, una volta capito di cosa si tratta, esprimono adesione e solidarietà. Da questo primo incontro nasce il desiderio di collaborare. Gli inizi non sono facili: c'è da parte dei radicali la difficoltà di capire un movimento che non segue gli schemi tradizionali, mentre i pastafariani guardano con sospetto una politica istituzionale spesso incapace di dare risposte ai bisogni dei cittadini. Ma sono giudizi superficiali e infatti sabato 28 novembre radicali e pastafariani organizzano insieme, sempre a Torino, un dibattito sulla legalizzazione della cannabis. La Chiesa Pastafariana non ha ancora maturato una posizione su questo argomento e quindi il dibattito rappresenta per loro l'opportunità per formarsi un'opinione meditata. Davanti a una platea di circa settanta persone si confrontano tre politici che, pur su fronti diversi, conoscono bene la materia: la deputata Eleonora Bechis (Alternativa Libera) che, in veste di membro dell'Intergruppo Parlamentare per la Legalizzazione della Cannabis, ha partecipato alla redazione del progetto di legge che è attualmente in discussione nelle Commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera dei Deputati; Maurizio Marrone, consigliere comunale e consigliere regionale (FdI-An), proibizionista convinto, ma al tempo stesso favorevole all'uso terapeutico della cannabis; Silvio Viale, medico e consigliere comunale radicale eletto nella lista del Partito Democratico. La discussione si sviluppa in modo vivace ma ordinato per due ore abbondanti e dal pubblico, in maggioranza pastafariano, arrivano domande precise e puntuali. Spuntano qua e là scolapasta e costumi da pirata, ma il folklore non pregiudica la serietà di un dibattito che tocca problemi come l'accesso alle cure per i malati, le ricadute economiche, il ruolo della criminalità organizzata, l'educazione dei più giovani e anche la libertà di scelta. Un piccolo evento che – con grande sorpresa degli organizzatori – trova spazio nell'edizione delle 19:30 del Telegiornale Regionale del Piemonte. La collaborazione tra le due realtà non finisce però qui, perché il sabato successivo i radicali dell'Associazione Aglietta tornano in piazza per denunciare lo scandalo del processo in Vaticano ai giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi, “colpevoli” di aver raccontato ai cittadini italiani e ai fedeli cattolici gli ostacoli che Papa Francesco sta incontrando nel suo meritorio tentativo di riformare la Chiesa. Questo presidio, organizzato insieme all'Unione Atei Agnostici Razionalisti e al Partito Socialista Italiano, raccoglie numerose adesioni. C'è anche Carlotta Pavese, “frescova” (= vescovo) della locale Chiesa Pastafariana, che rilascia una breve dichiarazione ai microfoni di Radio Radicale per spiegare l'impegno dei pastafariani a favore della libertà di espressione, anzi di tutte le libertà individuali, e della laicità dello Stato. In un momento storico in cui il Parlamento stenta ad approvare anche una semplice legge che regolamenti le unioni civili, sorprende in positivo e dà speranza assistere invece alla nascita di movimenti che si battono per i diritti civili e per la separazione tra Stato e Chiesa.

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