Direttore Valter Vecellio. 17 ore 43 min fa
21-05-2012
Fulvio Cammarano

Il pericolo che l’Europa e il suo drammatico stallo economico possano portare a fondo gran parte dell’Occidente esiste. E’ stato ormai detto da tutti che quella che stiamo attraversando è una delle più gravi crisi dal dopoguerra ad oggi, anche se non sempre però viene sufficientemente rimarcato che una parte considerevole delle responsabilità deve essere attribuita alla politica. Non si tratta solo della evidente sudditanza delle scelte politiche nei confronti di una finanza aggressiva e dilagante al punto tale da imporsi sulle timide e ricattabili classi dirigenti, bensì soprattutto di un limite di personalità e visione delle classi politiche europee.

21-05-2012
Daniele Carcea

La grave crisi finanziaria e poi economica scoppiata nel 2007-2008, oggi giunta quasi al quinto anno è ben lontana dal risolversi e, alla fine, i suoi effetti saranno più devastanti del crack del 1929. L’esplosione dell’economia finanziaria che ha raggiunto volumi dieci volte superiori quelli dell’economia reale, accompagnata dall’esplosione del debito privato indotto, hanno creato un cocktail micidiale che ha mandato tutto il mondo sull’orlo della bancarotta.

08-05-2012
Marco Valerio Lo Prete

Governo tecnico o non governo tecnico, in Italia resta difficile fare impresa, innanzitutto a causa dello stato della nostra giustizia. A certificarlo, come ricordato lunedì dal quotidiano ItaliaOggi, è ancora una volta la Banca mondiale.

Secondo la classifica "Ease of doing business" per l'anno 2012, infatti, l'Italia si piazza all'87esimo posto tra i paesi di tutto il mondo in quanto a facilità di aprire e condurre un'attività economica. "Vale a dire - osserva ItaliaOggi - dietro ai principali paesi dell'Ocse, ma anche a stati quali Moldova, Zambia, Ghana o Ruanda".

07-05-2012
Gianfranco Paris

Il 1 Maggio di quest'anno è stata giustamente etichettata come la Festa del non lavoro. E per questo mi piace iniziare con un minuto di silenzio e di riflessione con invito a tutti i miei lettori a riflettere non solo nella ricerca dei colpevoli, ma nello esaminare quanto ognuno di noi è responsabile di ciò che sta accadendo in Italia in questi giorni.

Un minuto di silenzio... Ora che ci siamo raccolti in meditazione, cerchiamo di capire insieme ancor meglio e riannodiamo i fili della memoria.

30-04-2012
Valerio Federico
Andrea Granata

I Radicali propongono da anni gli Stati Uniti d’Europa, una cessione di funzioni e competenze verso l’alto, dallo Stato nazionale all’Unione Europea per un’Europa politica forte. Il presente lavoro è un tentativo di delineare una proposta politica che consideri i rapporti tra cittadini, Stato centrale e i livelli di governo più bassi, le Regioni e gli Enti locali.

17-04-2012
Salvatore Sechi

Perchè la Lega invece di fare semicupi alla foce del Po non fa chiudere l’ordine degli avvocati, sostituendolo con un regime di concorrenza?

L’attacco del nostro ottimo capo dello Stato,Giorgio Napolitano, agli evasori fiscali è aspro, ma indiscutibile. Sarei molto cauto, invece, nel dire che storicamente un paese spesso occupato o “colonizzato” come il nostro abbia avuto una forte coscienza tributaria.

12-04-2012
Valerio Federico

Tra le controllate dai Comuni si evidenzia la presenza di veri e propri colossi dell’economia italiana, risultato di una tendenza ad un gigantismo – inefficiente, politicizzato e oligopolista - in corso da anni, dovuta a fusioni, acquisizioni e crescita di fatturato in mercati poco o per nulla concorrenziali.

A fine 2006, ben 230 imprese facevano capo a soli cinque gruppi quotati in Borsa, gruppi diventati quattro nel 2008 con la costituzione della milanese-bresciana A2A (44 Società nel 2011). Le altre 3 sono ACEA (63 società nel 2010), HERA (44 società nel 2011) ed IRIDE.  Quest’ultima nel 2010 si è fusa con ENIA dando vita a IREN.

02-04-2012
Stefano Vaccara

Dall’Italia una notizia “clamorosa”, si leggeva in un servizio dell’Ansa di venerdì: i dati ufficiali del fisco italiano “svelano” che la maggioranza degli italiani o sono dei poveracci o sono i più grandi evasori fiscali della storia dell’Occidente. Sarebbe infatti sotto i 15 mila euro il reddito medio annuale di metà popolazione che lavora in Italia (e vivrebbe con meno di 10 mila un terzo della popolazione). Il reddito medio in Italia sarebbe, secondo le cifre basate sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2011, poco più di 19 mila euro.

30-03-2012
Alessandro Litta Modignani

La signora con la maglietta nera e la scritta “Fornero al cimitero” che si mette in posa con Diliberto, davanti a Montecitorio, rappresenta bene la mentalità e i riflessi tipici di molti italiani di oggi. Non solo per la macabra invettiva, ma ancor più per la successiva intervista al Corriere della Sera, dove la casalinga cerca di scusarsi affermando di avere votato, in passato, fra gli altri anche per Silvio Berlusconi. Questa attitudine a lanciare una mascalzonata per subito “pentirsi”, questo precipitarsi a dire “ho votato per tutti” per non dover rispondere delle proprie scelte, non è forse in piena continuità con l’Italietta fascista che plaude al Duce il 10 giugno e poi antifascista che ne issa per i piedi il cadavere il 25 aprile?

29-03-2012
Francesco Palmas

L’industria di armamenti non conosce crisi. È l’amara constatazione che emerge dall’ultimo rapporto del Sipri (Stockholm international peace research institute), pubblicato lo scorso 19 marzo. I trasferimenti mondiali di armi continuano a crescere a doppia cifra: più 24% nel periodo 2007-2011 rispetto al quinquennio 2002-2006. La regione Asia-Oceania rappresenta ormai il 44% delle importazioni mondiali di armamenti, mentre i primi esportatori sono gli Stati Uniti (30%).

28-03-2012
Guido Biancardi

Strappo dal fondo della memoria, incerto della sua esattezza come citazione, il brano di un poeta rivoluzionario russo di cui sono sempre stato stregato. Vi è tutto il richiamo doloroso ad una realtà matrigna insuperabilmente iscritta nel futuro dell'umanità. Non importa tanto la sua verità profetica d'annunzio di un destino quanto la dichiarata caduta di ogni fremito di speranza per l'uomo.

A noi viene negata l'autorizzazione di ripercorrere, in marcia, il tragitto del Natale 2005 a Roma. Stessi promotori, stessa rivendicazione, generosa e quasi insperata, di allora: Giustizia, Libertà, per l'Italia e, quindi, amnistia.

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