Direttore Valter Vecellio. 17 ore 13 min fa
20-05-2013
Emma Bonino

«Prendo molto sul serio l’apertura di François Hollande. Quali che siano le ragioni che l’hanno ispirata, per la prima volta Parigi segnala la disponibilità a una rivisitazione dell’Europa che mi fa molto piacere, perché fino a poco tempo fa era tabù anche solo parlare di modifiche ai Trattati. E ovvio che le cose ipotizzate dal presidente francese presuppongano per lo meno una revisione dei patti esistenti. Ma se si ammette il bisogno di una riconsiderazione complessiva delle istituzioni e delle politiche, allora si apre lo spazio per discutere se vogliamo un'Europa intergovernativa, come temo Hollande abbia ancora in testa, oppure se ne vogliamo una federale».

31-01-2013
Michele De Lucia

Le buone notizie rappresentate dall’inaugurazione del nuovo impianto di Grugliasco e dall’annuncio - che speriamo trovi, questa volta, conferma nei fatti - che non vi saranno nuove chiusure in Italia, non dovrebbero consentire a Sergio Marchionne e John Elkann di riscrivere - in stile orwellianamente retroattivo - la storia: quella del nostro Paese e quella della Fiat. Dire, come fa Marchionne, che non bisogna “abusare della Fiat per fini politici” fa ridere, anche se si tratta di un riso amaro. Da molti decenni la Fiat si è servita della “politica” a fini aziendali, scoprendo le leggi ad aziendam ben prima di Berlusconi, nel solco di una tradizione pienamente consociativa e… associativa.

28-01-2013
Michele De Lucia

Dobbiamo tutti essere grati a Italia Oggi, che ha deciso di dedicare la sua prima pagina alla questione dei contributi silenti (“Milioni di pensioni negate”, il titolo). Fermo restando che il quotidiano è, oltre a Radio Radicale, l’unica testata ad avere informato con regolarità i propri lettori sulla campagna per il diritto alla restituzione dei contributi silenti, promossa da Radicali italiani insieme all’Ancot, la domanda è: a fronte della cifra - dieci miliardi di euro! - risultante dai calcoli effettuati da Italia Oggi, cosa risponde il governo? Cosa risponde il Direttore generale Mauro Nori, che negò l’esistenza stessa del problema nel corso di un incontro con la delegazione di Radicali italiani e dell’Ancot di cui facevano parte, tra gli altri, Marco Pannella e Arvedo Marinelli?

02-01-2013
Michele Governatori

Cosa diavolo è la speculazione? È pieno di politici e intellettuali che la esecrano. Soprattutto se si tratta di speculazione finanziaria. Provo a fare una carrellata di posizioni che ho sentito riguardo al termine, saltabeccando tra punti di vista che mi sembrano rilevanti.

Credo che la parola speculazione venga da specola, osservatorio, luogo da cui si cerca di vedere lontano. In economia è l'attività tesa a trarre vantaggio dalla previsione del valore futuro di un bene (attività che, per inciso, può andar bene o male, cioè far guadagnare o perdere chi la fa) o, in senso esteso, lo svolgimento di questa attività senza scrupoli.

20-12-2012
Massimo Bassetti

Il fenomeno dell’espansione monetaria innescato dalle decisioni delle banche centrali non interessa uniformemente tutti gli agenti, bensì tocca innanzitutto coloro che si finanziano tramite credito bancario. L’aumento della circolazione monetaria favorisce, pertanto, gli operatori che per primi vedono crescere i propri redditi, mentre è dannoso per quanti invece posso adeguare i propri guadagni solo in un momento successivo. L’abbassamento del tasso di interesse crea una domanda aggiuntiva di beni intermedi superiori e dei fattori produttivi che servono a produrli.

12-12-2012
Massimo Bassetti

L’intensità della crisi sembra aver agito in molti casi quale propellente di cattive idee, già da tempo sepolte dalla critica razionale e tuttavia magicamente risuscitate. Un caso particolarmente interessante è quello della politica industriale. Da vecchio arnese di un regime partitocratico e interventista a forte carattere clientelare, si è trasformato nella ricetta magica per la risoluzione della crisi, invocato più della pioggia durante una carestia. Ma in che cosa consiste, quali sembianze ha questo animale mitologico? E quali sono gli effetti che possiamo ragionevolmente aspettarci dal suo ritorno (se mai se ne fosse veramente andata)?

11-12-2012
Andrea De Liberato

La regola di Volcker prende il nome dall’ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker che l’ha ideata e proposta nel 2008 ed è, in realtà, molto semplice: prevede una drastica limitazione al proprietary trading delle banche commerciali, cioè il divieto di comprare e vendere azioni, derivati, strumenti finanziari complessi non su richiesta di un cliente, ma come ricerca di utile in proprio. Inoltre, la regola di Volcker limita al 3% la partecipazione delle banche in hedge fund e si oppone radicalmente al concetto di banche “troppo grandi per fallire” (“too big to fail”, che è il titolo anche di un ottimo film di Curtis Hanson sulla bancarotta della Lehman Brothers).

05-12-2012
Massimo Bassetti

Il problema economico fondamentale non consiste nell’allocare uno stock di risorse “date”, ma nell’utilizzare al massimo grado possibile la grande quantità di conoscenza presente nella società e che non appartiene a nessuno nella sua totalità. Per giudicare dell’efficienza relativa dei diversi tipi di sistemi e organizzazioni economiche dobbiamo stabilire quale tra essi consenta un uso più esteso della conoscenza esistente. Sono più efficienti decisioni centralizzate o decisioni decentrate? La tipologia di conoscenza in questione non è evidentemente quella scientifica, che può essere accentrata – salvo poi porsi il problema di scegliere, in base alla conoscenza di qualche decisore, chi sia veramente più esperto.

29-11-2012
Massimo Bassetti

L’utilizzazione della capacità installata di capitale mostra una notevole variabilità ciclica. Questa evidenza è del tutto coerente con la spiegazione austriaca del ciclo: maggiori investimenti durante la fase di espansione, caratterizzata da tassi di interesse artificialmente bassi e dall’espansione del credito bancario tramite il meccanismo del moltiplicatore; minori investimenti (e abbandono di progetti produttivi già avviati) durante la fase di crisi.

29-11-2012
Marco Marchese

Continuiamo a farcene una ragione, senza soldi il nostro movimento non va da nessuna parte così come le proposte politiche radicali e finanche quella riforma del welfare che proponiamo a gran voce da anni.

Abbiamo il dovere e l’obbligo d’interrogarci perché non possiamo permetterci più nessuna pagina a pagamento sui quotidiani, giornali da spedire a casa, volantoni e volantini per spiegare ai nostri concittadini la proposta politica radicale e la risposta non si esaurisce con la crisi economica, anzi la risposta neppure comincia sfiorando la crisi economica. Garantito (lo spiego subito qui di seguito con un esempio).

28-11-2012
Mario Staderini

Liberare esercito lavoratori da imprese sussidiate e far ripartire il sistema giustizia.

Le valutazioni dell’Ocse, che stima per il 2014 una crescita del rapporto deficit/PIL pari al 131,4% e una disoccupazione al 12%, impongono interventi radicali che siano parte di una visione complessiva.

L’agenda Monti è sostenibile solo aggredendo davvero il debito pubblico, facendo ripartire il sistema giustizia e rivedendo, riqualificandola, la spesa pubblica.

Si cominci a ridurre lo stock di debito, ad esempio, con la dismissione di tutte le aziende in cui lo Stato fa l’imprenditore senza ragioni di pubblico interesse, dai giganti dell’energia alla pletora di società in mano agli enti locali.